Mia moglie fa la consulente del lavoro. Se non sai cosa significa nella pratica, ti dico solo che le scadenze cambiano quasi ogni settimana, le leggi si aggiornano di continuo e tra circolari INPS, novità fiscali e agevolazioni sulle assunzioni c’è sempre qualcosa di nuovo da seguire. Il blog del suo studio era fermo a due post al mese, quando andava bene. Spesso capitava che scrivesse un articolo su una novità, ci mettesse tre o quattro giorni tra bozze e correzioni, e nel frattempo la notizia era già vecchia. Risultato: cancellava tutto e ricominciava.
Guardandola da fuori, ho pensato: qui il problema non è la scrittura. Il problema è il processo. Lei sa benissimo di cosa scrivere, sa come scriverlo, sa cosa interessa ai suoi lettori. Quello che la rallenta è lo scraping manuale su cinque siti diversi, la scelta dell’argomento, la fatica di partire da zero ogni volta. E allora mi sono detto: posso risolverlo.
L’idea: automatizzare la parte noiosa, non quella professionale
Ho costruito un plugin WordPress chiamato LM AI Writer. L’ho sviluppato con Claude Code, e lo dico subito: non sono un programmatore. So le basi, abbastanza per orientarmi, ma da solo non sarei arrivato a un plugin strutturato come questo. L’AI ha reso possibile quello che altrimenti avrei dovuto delegare a qualcuno.
Il funzionamento è semplice. Nella sezione Impostazioni si configurano il provider AI che si vuole usare tra OpenAI, Anthropic e Groq, le preferenze sulla lingua, la lunghezza degli articoli e la chiave API di Unsplash per le immagini di copertina. Nella sezione Trend si inseriscono fino a 25 fonti RSS, siti ufficiali e ufficiosi del settore di riferimento. Con un clic su “Analizza Trend” il plugin legge i feed, li confronta con i post già pubblicati sul blog per evitare duplicati, e propone i tre argomenti più rilevanti e ancora non trattati. Mia moglie ne sceglie uno, clicca “Genera Articolo” e nel giro di qualche secondo ha una bozza pronta in WordPress (con immagine di copertina da Unsplash già inserita, Meta description, Focus Key e Tag già impostati per AIO Seo plugin) pronta per essere riveduta e pubblicata.
Prima di pubblicare dà sempre un’occhiata, sistema qualcosa se serve, a volte cambia l’immagine se quella proposta non è pertinente. Quel passaggio umano finale ci tengo che resti: non si tratta di pubblicare in automatico senza leggere, si tratta di non dover ricominciare da zero ogni volta.
I numeri, dopo qualche mese
Prima del plugin, il blog di mia moglie viaggiava su una media di due articoli al mese, quando tutto andava bene. Adesso ne pubblica sei, a volte anche di più. Non perché scriva di più, ma perché il tempo che spendeva a cercare argomenti, valutare quali fossero ancora attuali, trovare le fonti e impostare la struttura è praticamente azzerato. Quel tempo lo usa per correggere, migliorare, aggiungere il suo punto di vista professionale dove serve.
C'è un altro aspetto che mi ha sorpreso. Nella configurazione dello stile di scrittura ho impostato un tono non troppo tecnico, adatto a chi si avvicina agli argomenti senza essere un esperto del settore. Questo, unito al fatto che il plugin cerca termini che aiutino il posizionamento anche nelle ricerche tramite AI (come Perplexity o ChatGPT), ha reso il blog più leggibile e più trovabile allo stesso tempo.
Il tempo recuperato non sparisce, si sposta dove è importante.
C'è però una cosa che i numeri non raccontano. Il tempo che mia moglie ha recuperato non è andato in vacanza. È andato sui clienti. Su quella pratica complicata che richiedeva un'analisi più attenta, sulla telefonata che non riusciva mai a fare con calma, sul rimanere aggiornata su una circolare nuova senza l'ansia di avere anche il blog da gestire. Il sito nel frattempo girava da solo, pubblicava con costanza, veniva indicizzato. Google premia chi pubblica con regolarità, e lei adesso lo fa senza nemmeno pensarci. La SEO migliora non perché abbia fatto chissà cosa di tecnico, ma perché il blog è diventato affidabile agli occhi dei motori di ricerca. E tutto questo mentre lei stava facendo il suo vero lavoro.
Perché ti racconto questa cosa
Non sono un programmatore e non voglio fingere di esserlo. Ho usato l'AI per costruire uno strumento che risolve un problema reale, per una persona reale, in un contesto professionale specifico. Potevo farlo anche per un avvocato, un commercialista, un medico di base che vuole tenere aggiornato il proprio sito sulle novità del settore. Ovunque ci sia la necessità di pubblicare contenuti tecnici e aggiornati senza avere il tempo o le risorse per farlo manualmente, questo tipo di automazione funziona.
La cosa che mi ha colpito di più, ripensandoci, è che non ho eliminato il lavoro di mia moglie. Ho eliminato la parte che la bloccava. La parte professionale, quella che dà valore agli articoli, è ancora tutta sua.
"Delegare bene non è pigrizia, è il metodo che ti permette di stare dove conti." — Luca Cazzaniga (Substack)
Se stai pensando a qualcosa di simile per te o per un tuo cliente, scrivimi. Mi piace ragionare su questi problemi, e spesso la soluzione è meno complicata di quanto sembra.
Hai un cliente professionale con un blog fermo? Parliamone insieme.
Ma soprattutto: se avete bisogno di consulenze aziendali o quant'altro, andate sul sito dello studio di mia moglie. 😂😂😂

