Design, politica e società

Questo articolo vuole far riflettere sull’impatto che il Design ha, o può avere, sulla politica e/o sulla società.
Una delle prime persone che si è posta questa domanda e ha dato risposte sensate ed interessanti è Amber Case.

 

Tornando al post, l’autrice dell’articolo “How Design is Governance” esplora il ruolo del design nella creazione e nel mantenimento di sistemi sociali, politici ed economici, sostenendo che il design non è solo una questione di estetica o funzionalità, ma anche di potere e responsabilità. Il design influisce su come le persone interagiscono tra loro e con le tecnologie, e quindi su come si formano le culture e le istituzioni.

La Amber propone una serie di principi per un design etico e democratico, basati su una visione olistica e sistemica dei problemi e delle soluzioni. Alcuni di questi principi sono:

  • Il design deve essere inclusivo, partecipativo e trasparente, coinvolgendo gli utenti e le parti interessate in tutte le fasi del processo.
  • Il design deve essere equo, equilibrato e sostenibile, tenendo conto degli impatti sociali, ambientali ed economici delle decisioni e delle azioni.
  • Il design deve essere adattivo, flessibile e resiliente, in grado di rispondere ai cambiamenti e alle sfide emergenti.
  • Il design deve essere critico, riflessivo e valutativo, mettendo in discussione le proprie assunzioni e i propri obiettivi, e misurando i risultati e gli effetti.

L’autrice conclude che il design è una forma di governance, che richiede una consapevolezza e una competenza etica da parte dei designer e degli utenti. Il design può essere usato per creare sistemi più giusti, aperti e collaborativi, o per rinforzare sistemi più oppressivi, chiusi e competitivi. La scelta dipende da noi.

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